“Coraggio sono IO”

[embeddoc url=”http://acpatti.altervista.org/wp-content/uploads/2015/09/stampa-beati.pdf”]

C’è troppo caldo, è troppo lontano, la strada è scomoda, con chi ci vado e se mi sento male e se a qualcuno dei miei succede qualcosa…  e della mia parrocchia poi non viene nessuno… e poi ci sono altri impegni…

Quante paure, quanti se, quante incertezze. Il Signore quest’anno al campo-scuola ci ha anticipati, come sempre, rassicurandoci: “Coraggio sono io, non abbiate paura” (Mc 6, 45-52).

È una giornata bella, assolata. Eravamo seduti stanchi, non curanti del fatto che si stava facendo tardi e dovevamo tornare alle nostre case, senza mangiare. Essere con Gesù ci aveva fatto dimenticare tutto: il caldo, la lontananza da casa… eravamo lì per Lui, per noi stessi, per quella moltitudine che chiedeva il Pane. Come nutrire tutta quella gente? Con le parole non si mangia e con qualche pesce e pane… Interviene Gesù. Chiede al Padre il nutrimento per i suoi figli.. in abbondanza. Tutto si fa bello, rassicurante e ce n’è ancora… per quelli che non sono potuti venire, per quelli che avevano altri impegni o che non erano riusciti a liberarsi.

 Gesù con i suoi ripartono. L’entusiasmo di ciò che era successo poteva tradire la missione salvifica. Si poteva cadere nella tentazione di confondere chi doveva essere esaltato e chi invece doveva scomparire. “Sale” dal Padre, per ringraziarlo di quella comunione, di aver rifocillato quei cuori, di quella unità… noi scendiamo nel mare della vita… del quotidiano con le sue contraddizioni. Gesù ci rimanda sulla barca della comunità. Siamo ancora stanchi, è notte, che ci facciamo lì soli, a remare col vento contrario? Arriva pure la tempesta a fugare le ultime certezze e sicurezze.

Ad un tratto vediamo venirci incontro una figura. Troppo presi da noi stessi non lo riconosciamo. Ma è il Maestro. Chi mai può venirci incontro e ci rasserena facendosi riconoscere nel suo splendore? Chi ha questa premura, questa attenzione  e che ci incoraggia a non mollare, ad essere fiduciosi e che con Lui tutto cambia, tutto si affronta, tutto si vive?

Il Signore si avvicina, sale sulla barca con noi e ci dice: non temete, ci sono io qui con voi, per sempre.

Questo campo ci ha lasciato questa immagine. Certo, bisogna “riscendere a valle” e capire che il Signore ci ha consegnato dei fratelli da custodire, incoraggiare, sostenere in questo cammino verso la santità. “Scendere” nelle nostre comunità per fare incontrare l’Uomo all’uomo, chiave di ogni gioia e bellezza e forza. Quando incontri Gesù non sei più lo stesso. Devi lavorarci, affidarti continuamente a Lui e sapremo riconoscerlo. E allora vivere Cristo è l’esperienza ed il dono più esaltante da condividere con i fratelli.

Remiamo dunque, anche e soprattutto con il vento contrario, fiduciosi che il Signore è con noi e ci dice: “Coraggio sono io, non abbiate paura” (Mc 6, 45-52).

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere

e ti benedicano i tuoi fedeli.

 Dicano la gloria del tuo regno

e parlino della tua potenza,

 per far conoscere agli uomini le tue imprese

e la splendida gloria del tuo regno.

 Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa

e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.

 Tu apri la tua mano

e sazi il desiderio di ogni vivente. (dal Salmo 145)

Franca e Fabio

Precedente Nuovo anno, nuova scuola MSAC Successivo L'AC casa comune!!!